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STORIA E CULTURA

Storia e cultura I primissimi visitatori di Mauritius furono i mercanti arabi che la chiamarono Dina Arobi.
Risalgono al 1510, invece, le prime esplorazioni europee, con i portoghesi di Domingo Fernandez prima e gli olandesi poi, che nel 1598 la colonizzarono e le diedero il nome attuale in onore del principe Maurice di Nassau.

Alla partenza degli olandesi nel 1710 subentrarono i francesi, che la conquistarono nel nome del Re; sotto l'amministrazione di Bertrand François Mahé de Labourdonnais, posto a capo della novella Isle de France, Mauritius avviò un processo di notevole sviluppo culturale ed economico.

L'aumento della ricchezza andò, però, di pari passo con il moltiplicarsi degli episodi di pirateria al largo delle coste; i danni causati alle casse britanniche e la posizione strategica dell'Isola di Francia convinsero ben presto gli inglesi che era necessaria un'invasione. Questa avvenne senza difficoltà nel 1810, anno in cui i francesi si ritirarono e in cui l'isola riprese l'antico nome di Mauritius.

Il cammino verso la democrazia è parallelo a quello verso l'indipendenza, che comincia nel 1885, anno in cui fu promulgata la prima costituzione. Ottantatre anni più tardi verrà riconosciuta dal Regno Unito la sovranità dell'isola, che entra a far parte del Commonwealth.

Un mix etno-culturale

Un mix etnico-culturale Agli effetti della politica coloniale britannica si deve il profilo socio-culturale odierno dell'isola: abolita la schiavitù nel 1835, si rese necessario incentivare 'immigrazione di manodopera per le fiorenti attività produttive avviate dai francesi. Indiani e cinesi andarono in successione ad affiancare le etnie europee e africane già residenti, creando la base per l'odierna pacifica mescolanza di popoli e culture che non manca mai di colpire il visitatore.