
C'è un piccolo Paradiso nell'immenso Oceano Indiano: è un'isola quasi sconosciuta, un po' occultata al mondo dalla notorietà della vicina Mauritius. Quel paradiso si chiama Rodrigues ed è piccolo, tranquillo e prodigiosamente autentico, un capriccio vulcanico circondato da una straordinaria barriera corallina ancora intatta.
La sua gente possiede l'innata cortesia di chi sa godere del poco che possiede, il suo mare è ricco di pesce e bello da stordire; le sue coste non conoscono scempi urbanistici o violenze edilizie. Non esistono i divieti di sosta, il cellulare è appena arrivato e la televisione, presente da pochi anni, non ha fatto in tempo a distruggere le tradizioni e le abitudini care ai "rodriguennes".
Quanto potrà restare così questo angolo
meraviglioso di mondo?
Si può sperare che il Ministro del Turismo e i
"governatori" mantengano la promessa di salvaguardare ad ogni
costo la integrità territoriale e culturale dell'isola.
Scoprendo Rodrigues a poco a poco, c'è da dare loro credito: ci sono soltanto due alberghi, prestigiosi ma non faraonici; per il resto l'accoglienza è offerta dalle "chambres d'hotes", stanze pulite ed accoglienti dove si vive fianco a fianco agli agricoltori o ai pescatori locali. L'isola è fra le pochissime del pianeta nelle quali la pesca si pratica ancora con le barche a vela, utilizzando metodi antichi e collaudati, nei quali l'abilità si mescola con la superstizione, la fatica si allevia nella solidarietà e la tecnica risente di riti tribali di antica memoria. Assistere per un'intera giornata ad una battuta di pesca a Rodriguesè un'esperienza che, da sola, giustifica ampiamente il viaggio fin lì.
La cultura marinara è così radicata che ogni anno, il primo giorno di Marzo, in occasione della riapertura della stagione di pesca, nei villaggi dell'isola è festa grande: si celebra la "Festa del Pesce" : in riva al mare si allestiscono grandi bracieri dove vari tipi di prede sono cotte alla griglia per la delizia di tutti, fra risa, balli e canti tradizionali.
E' l'apoteosi della "Segà Rodriguennes", un genere musicale unico, nel quale incredibili contaminazioni musicali africane e celtiche si fondono in un ritmo trascinante. A Rodrigues, il folklore non è spettacolo per turisti, ma patrimonio comune della gente."
E non potrebbe essere diversamente, considerato che
il numero degli stranieri che visitano l'isola è ancora così limitato da non
spiegare, da solo, la ricchezza di feste, celebrazioni, occasioni di
incontro che caratterizzano la vita degli isolani.
Anche questa è un
patrimonio da salvaguardare, importante come l'integrità della barriera
corallina, la trasparenza del mare, la purezza dell'aria e la semplicità
della vita.
Pier Vincenzo Zoliè giornalista free lance e
documentarista.
Da molti anni collabora con le principali riviste di
viaggio italiane, firmando reportage da tutto il mondo. L'ambiente la natura
e il rapporto dell'uomo con il territorio sono i suoi principali interessi.
Come regista televisivo ha girato decine di documentari, trasmessi in
diversi programmi della RAI come Geo&Geo, Sereno variabile e Alle Falde
del Kilimangiaro.